Billie Ray Martin or The Italian Connection

febbraio 19th, 2011

I don´t know if Bille Ray Martin believes in reincarnation; but if she does, she should take into  serious account that she was an Italian, in one of her previous lives. The connections between her and the country of spaghetti and of the Sanremo festival are so many that she might have lost count.

Just to begin with, what´s the major influence over her two last singles, “Undisco Me” and the brand new “Sweet Suburban Disco”? I would say Moroder and Italo Disco of course. Listen if you don´t believe me.


In 1993, just before she elevated to stardom into the world of pop music, she collaborated with eurodance masters Datura (a duo from Bologna). She co-wrote and made vocals for the song “Devotion” which proved to be so popular  in Italy (it topped the charts getting to number 2) that  another couple of Martin-Datura collaborations followed. In 1995, when her name was appearing in every charts on both sides of the Atlantic, she didn´t say no to another good 100% made in Italy product, the Souledout produced “Sky High” by Individual, that she co-wrote and sung. Read the rest of this entry »

ADDIO A CASCO, PADRINO DI TUTTI I DJ

febbraio 1st, 2011

E’ con estrema tristezza che ci accingiamo a parlare per la prima volta di Salvatore Cusato, in arte Casco, proprio il giorno della sua scomparsa. Aveva accettato il nostro invito a suonare per noi, allora gli avremmo riservato parole e lodi degne di ciò che rappresentava (e rappresenta ancora) per tutti gli appassionati di musica.

Non avendolo conosciuto, quello che possiamo fare è omaggiarlo (anzi farci omaggiare) con la sua musica e le sue parole, provenienti da una bella intervista del 2005 sul blog Technodisco.

INTERVISTA

Quello che colpisce è la sua positività verso una situazione (quella dei clubs e della musica elettronica italiana) che tutti ci ostiniamo a definire decadente e stantia, mentre lui dall’alto di un’esperieza 35nnale, descriveva con queste parole: “Credo che la situazione dei clubs sia migliorata moltissimo facendo guadagnare punti anche alla musica”.

Un entusiasmo che ci ricorda qual’è il modo giusto per affrontare, nonostante tutto, quello che gira intorno.



Giamma [MENTAL] Twin

INTERVIEW WITH DJ ROCCA, THE ECLECTIC.

febbraio 1st, 2011

Luca “DJ Rocca” Roccatagliati is an extraordinary eclectic dj and producer. He’s been producing music since the late 90’s, using different names and surfing from one style to the other. He’s always mantained his touch though, which is very personal and very “italian”. Let’s see what he has to tell us just before his upcoming dj set in Rome.


n.c. Let’s start with a typical “first” question: which artists influenced you the most? What created your musical universe?

Well, I would say that electronic and black music are the genres  that lie beneath my music. I consider Kraftwerk e Herbie Hancock true masters, but without beeing too specific I’d cite  many other genres, funk, soul, jazz, disco, italo, newwave, house, electro, hip hop, techno, reggae, afro, dub, balearic, drum and bass, breakbeat. As I’ve attended the academy of music ( studying flute), I’m attracted by music in all its forms.

The world behind my music is a collage of the imaginary from the 70’s and the 80’s, but revised through a contemporary point of view and with an experimental attitude, when it’s possible. Read the rest of this entry »

INTERVISTA A DJ ROCCA, L’ECLETTICO

febbraio 1st, 2011

Luca “DJ Rocca” Roccatagliati è un produttore e musicista strabiliosamente eclettico. Dalla seconda metà degli anni novanta in poi non ha mai smesso di creare musica, cambiando gli pseudonimi e cavalcando i generi più diversi, ma mantenendo sempre un “touch” personale e molto “italian”. Sentiamo cosa ci ha raccontato alla vigilia del suo Dj set romano.


n.c. Cominciamo con la domanda di rito, quali sono le tue influenze? Qual’è l’immaginario alla base della tua musica?

Le mie influenze sono riassumibili con due generi: elettronica e blackmusic…posso citare Kraftwerk e Herbie Hancock, che sono per me i massimi maestri, poi nello specifico si arriva a tutto…funk, soul, jazz, disco, italo, new wave, house, electro, hip hop, techno, reggae, afro, dub, balearic, drum and bass, breakbeat. Avendo studiato flauto al conservatorio, sono attratto da tutte le espressioni musicali.

L’immaginario alla base della mia musica è un collage tra anni settanta ed ottanta, vissuti nei novanta, con l’ottica odierna…ma con l’attitudine alla sperimentazione, quando è possibile. Read the rest of this entry »

Alden Tyrell e la scena disco olandese

dicembre 1st, 2010

Cose stupefacenti accadono in Olanda.

E non mi riferisco all’abusatissimo clichè dell’Olanda tollerante e fumona che tanto piace ai turisti (soprattutto a quegli Italiani repressi). Mi riferisco al fatto che questa piccola grande nazione è per la produzione di musica dense un prolifico caleidoscopio. Rotterdam per esempio è da sempre una città vivace, patria della hard-core techno; ma negli ultimi anni è, insieme alla più tranquilla e insospettabile  Den Haan (L’Aia), il centro di un revival disco che già da qualche anno fa proseliti.

Due sono le etichette discografiche protagoniste della nuova disco olandese: la Clone e la Moustache. Entrambe si contendono da un po’ di tempo Alden Tyrell, prodigio della nu disco europea, non solo nazionale.

Il suono di Tyrell è sempre riconoscibile anche quando spazia da una disco più lenta e vintage a pezzi molto più tirati. Dentro ci sono Moroder e Vangelis insieme, riveduti e aggiornati con spruzzi di acid housetechno e percussioni.

Alden Tyrell è attivo ormai da più di dieci anni come testimonia il suo album-compilation Times Like These (uscito su Clone); sia come produttore che come dj ha una fama ormai più che consolidata.

0:00 / 0:00

Noi di No Controles già fremiamo al pensiero di poter sculettare sulla sua musica accompagnato da un altro peso massimo come Fred Ventura. Lui ricambierà (speriamo) l’affetto facendo ondeggiare i suoi ormai famosi rastoni. Quando?

Sabato 4 Dicembre, Alden Tyrell e Fred Ventura live @ Mads, via dei Sabelli, 2 Roma

Giamma [MENTAL] Twin

Geneva Jacuzzi live a No Controles

novembre 4th, 2010

Tutti gli hipster che si rispettino venerano l’attuale scena lo-fi californiana, soprattutto negli ambienti “arty” non sei nessuno se non dici che ti piace da impazzire Ariel Pink o chi per lui.

Se poi vuoi fare una figura da intenditore superraffinato, devi dire che Geneva Jacuzzi è ancora più interessante. Se ti chiedono chi è Geneva Jacuzzi - di solito non lo fanno, è di norma annuire facendo finta di conoscere tutto, però non si sa mai - devi sgranare gli occhi ed esclamare con stupore “Ma come, è la compagna di Ariel Pink!”.

Geneva Garvin si è scelta un cognome d’arte  dallo spelling very posh e già questo la direbbe lunga, ma al contrario di quanto gli smaliziati potrebbero pensare non si tratta dell’ennesima wannabe con velleità di sofisticazione momentaneamente battezzata dall’acqua santa del figame percepito - peraltro di riflesso, grazie a un fidanzato figo.

La nostra è una cantate e artista visiva di Los Angeles che, dopo essere stata la leader della goth band Bubonic Plague (una delle maggior influenze nella scena dark di Echo Park a L.A.), è diventata l’autrice di una musica di stampo electro pop carica di sottili doppi sensi e irriverenti riferimenti al misticismo e all’occultismo.


L’uscita nel 2008 del singolo Love Caboose, accompagnato da un videoclip in cui la bella Geneva appariva come una dea pagana posseduta dallo spirito di Medusa, aveva fatto paragonare la nostra a Diana Est. Che sia una citazione involontaria o meditata, un ascolto accurato della sua musica rivela un substrato di rimandi ben più sottili e imprecisati, non classificabili nell’italo disco né tantomeno nell’iperinflazionato rigurgito anni ‘80 di questo decennio.

Read the rest of this entry »

No Controles vol.2: “Stryx”

novembre 2nd, 2010

Molto prima che Halloween diventasse delirio di massa per importazione in Italia, qualcuno aveva pensato di condensare in un unico contenitore tutte le suggestioni che si rifanno alla tradizione medievale, alla superstizione, ai baccanali e ai culti paneuropei.

Quel qualcuno era un genio di nome Enzo Trapani e correva l’anno 1978 quando sull’allora Seconda Rete RAI andò in onda una trasmissione sui generis, assolutamente innovativa e audace sia per i temi trattati sia per le tecniche di rappresentazione.

Il nome del programma, Stryx, deriva dalla corruzione del termine latino strix (civetta/allocco), che indicava anche la strige, uccello notturno di cattivo auspicio che secondo le leggende dell’antica Roma si nutriva di sangue e carne umana.

La sigla iniziale:


La sigla finale:


In prima serata, di domenica, veniva così servito al pubblico italiano un concept show improntato sul binomio satanismo-erotismo, con un impianto scenografico concepito come un antro mefistofelico popolato da folletti, menestrelli, diavoli e satanassi, affascinanti streghe, sacerdotesse, ancelle e vestali seminude.

Enzo Trapani stesso dichiarò in un’intervista di aver ricevuto l’idea dal diavolo in persona, che lo chiamò al telefono a mezzanotte lamentandosi che nessuna trasmissione tv fosse ancora stata dedicata a lui…

Read the rest of this entry »

No Controles vol.1: “The Scene”

settembre 30th, 2010


Quello che vedete qui sopra non è il vero The Scene, ma la baracconata che abbiamo inventato noi cialtroni di NO CONTROLES per promuovere il party di apertura della stagione 2010/11 al Mads.

Ciò che succederà sabato 2 ottobre è più o meno quello che vedete nel teaser: un branco di presunti afroamericani potenziali che ballano e sfilano per due minuti di celebrità, che poi è il succo del successo del dance show andato in onda tra il 1975 e il 1987 sulla WGPR TV di Detroit, la prima stazione televisiva USA a essere gestita da una persona di colore.

The Scene era seguito quotidianamente da una folla di appassionati e molto prima di Non è la Rai dava vita a un format basato semplicemente sulla musica e soprattutto sul ballo. Invece di pseudo-bambine poco vestite e isteriche dai nomi dozzinali, a muoversi davanti alle telecamere erano fantastici ballerini che si facevano chiamare Miss Energy, Ree Ree, Tony Peoples e LaWanda.


Read the rest of this entry »

Italo! House! Now!

settembre 17th, 2010

Nessuno ama l’Italia come la amano i tedeschi. Solo chi vede il sole dieci giorni l’anno, mangia pasta preconfezionata in vasetti stile yogurt e non è costretto a sorbirsi il TG5 quotidianamente può pensare di innamorarsi dell’italianità, qualunque cosa voglia dire.

È anche per questo che certi dj e producer di casa nostra vengono pagati oro per presenziare ai party nordeuropei (e non solo), mentre in patria nessuno se li fila se non in rari casi, poiché hanno quell’assurda e anacronistica pretesa di suonare un genere che solo a dirlo la gente ti guarda male: disco.

Noi italiani siamo così preoccupati che ci taccino di provincialismo che preferiamo rivolgere l’attenzione a generi musicali che secondo il nostro gusto (da provinciali) hanno un respiro più internazionale.

Di conseguenza, sarebbe impensabile che un’etichetta italiana si sogni di pubblicare una compilation che raccoglie gli eredi della gloriosa tradizione disco-house del nostro Paese.

Per fortuna esiste Gomma, la celebre etichetta di Monaco che ha da poco pubblicato Italo! House! Now!, raccolta di tracce inedite ad opera di otto nomi che al di là delle Alpi significano qualcosa e che non a caso pubblicano con label perlopiù straniere.

Ci sono il londinese d’adozione Severino, resident del club di culto Horse Meat Disco, il veneziano Bottin, i romani Rodion (con una divertente cover dei Supertramp finora ascoltata soltanto dal vivo) e Alan1, i milanesi Cécile e The Barking Dogs (che ospitano Hard Ton), l’abruzzese Fabrizio Mammarella sotto le spoglie di Telespazio, i romagnoli Ajello.

Una miscela di nu disco, funk, house e psichedelia made in Italy che potete acquistare in formato digitale su Juno e in vinile su Gomma.

Tracklist
1. Bottin - Red Onions
2. Severino Horse Meat Disco - Bounce
3. The Barking Dogs - The Big Deal (feat Hard Ton)
4. Ajello - Crystal Babe
5. Cecile - Sweetness 86
6. Rodion - The Logical Song
7. Telespazio - Odeon
8. Alan1 - Ringtone Sonata

COMPUTER BLUE

La nu disco di Pink Stallone non è una frociata

maggio 17th, 2010

Il New Jersey dev’essere un bel posto, non solo famiglie borghesi rattrappite nella noia dei barbecue in giardino come nei film di Todd Solondz. Nel New Jersey c’è la Italians do it better e tanta disco music. E’ vero che New York è vicina e lì la disco, se vuoi, te la tirano in faccia.

Dal New Jersey arrivano anche dei tipi che si son scelti un nome emblematico per rappresentare un certo immaginario discofrocio: Pink Stallone. Insomma, non so a voi ma a me vengono in mente scene à la Cruising a sentire un nome così, o al massimo i Village People.

Eppure non pensiate che le produzioni di Pink Stallone siano una frociata vintage-discotecara con voci di negrone/i che cantano in stile Sylvester (non Stallone!), tutt’altro. La loro è disco deluxe con evidenti richiami alla late disco e con un amore particolare per il vocoder. Forse è più giusto dire che siamo nei territori dei Metro Area invece che in quelli frociaroli di Patrick Cowley.

La loro versione di Obsessions di Marina and the Diamonds è ormai celebre, ma io preferisco lo struggente remix degli Health:

0:00 / 0:00

E questo è il loro moroderiano italo disco monster:

0:00 / 0:00

Dopo la pubblicazione del 12″ The Six e dell’inclusione di Vlad nella imperdibile compilation Thisisnotanexit: Manifesto #1, pare che i Pink Stallone stiano preparando il debutto nella lunga durata. L’uscita del primo LP è stata annunciata per questa estate.

Nel frattempo, se vi trovate in quel di Brooklyn, andateli a trovare alla loro serata Love Tempo al Rose Live Bar Williamsburg. Sarà una frociata di party?

COMPUTER BLUE